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inispirazione

Non credo che la lingua italiana comprenda un simile termine che tuttavia, per me, ha una resa onomatopeica esaustiva.
Sono giorni che non posto. Proprio non ci riesco. Forse é la mancanza di ogni sorta di equilibrio, o, forse, più probabilmente, solo un evolversi di tante situazioni che mi lasciano perplesso, molto perplesso. E che non riesco a commentare/valutare/digerire corettamente/comprendere del tutto.
Certo non si può pretendere tutto. Non si possono avere il sole e la notte insieme. Come non si può cercare di entrare a tutti i costi nella testa di chi vuoi bene, tentando di capire se, quel suono che produce percuotendola, sia di acqua o di materia grigia viva. E non voglio neppure tentare di entrare nella mia testa per cercare di capire il perché di tante mie sensazioni e reazioni inconscie così contrastanti. Mi lascio andare, senza pensare, ciò che arriva sul momento lo prendo o lo lascio a seconda di un’ispirazione consapevolmente irrazionale.
C’é chi si aggrappa disperatamente ad una parvenza di normalità, in fuga dall’anormalità di altre situazioni inconcepibili che fanno parte della sua vita e finisce col ritrovarsi tra le mani altri problemi che non fanno altro che aggravare il peso di quelli già esistenti. Problemi utili? O perfettamente inutili, in quanto tali? Bella domanda.
C’é chi preferisce guardare in faccia la realtà, affrontarla a spada tratta subendone tutte le conseguenze del caso. Cuore impavido, mente elettrica, fegato robusto, a testa bassa: mi piego, ma non mi spezzo.
Chissà se questa sia la via.
C’é chi fa della solitudine un dramma. C’é chi sa farne un’amica fidata: come dice il proverbio, meglio soli che male accompagnati. E pure qui, chissà quale sia la via…
Non so, non mi pongo domande su questa sorta di filosofia. Ho i miei punti cardine: il mio incrollabile ottimismo, il mio guardare il bicchiere ammezzato come sempre pieno, i miei sbalzi di umore che mi fanno sentire vivo, la mia vita passata e tutte le esperienze che l’hanno contrassegnata, gli errori commessi, gli insegnamenti tratti, quelli futuri e gli insegnamenti che ne trarrò. Sono solo, nella mia vita di questi giorni caotici e privi di forma. E solo affronto la vita, ma non mi sgomento, perché non ho paura, soprattutto se penso a tutte quelle persone che hanno segnato la mia vita nel bene e nel male, che mi hanno dato tanto nel bene e nel male e che mi hanno fatto diventare ciò che sono adesso, nel bene e nel male…
A loro, dedico questa bellissima canzone che ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo, in un concerto che definire energia pura é riduttivo… A loro, tutte loro, quelle che son passate e poi sparite, quelle che ancora mi dicono ti voglio bene, quelle che ancora mi dicono ti odio e chi fa ancora parte dei miei giorni…
Le forze della natura si concentrano in te, che sei una roccia, sei una pianta, sei un uragano.

n’amu a passari u tempu…

Ognina, Catania, in ambulanza, in assistenza ad un torneo di canoa-polo.

E’ possibile dire che mi sto facendo due maroni così?

Si, si può dire. Meno male che c’é Janis in sottofondo… Piece of my heart

I want you to come on, come on, come on, come on and take it,
Take another little piece of my heart now, baby, (break a..)
Break another little bit of my heart now, darling, yeah. (have a..)
Hey! Have another little piece of my heart now, baby, yeah.
You know you got it if it makes you feel good,
Oh yes indeed.

Aggiungiamo gli Offspring: Keep’em separated! Ed io, saro e zoso balliamo!