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immagini oniriche

Il rumore dei miei pensieri come quello delle fragili foglie secche sparse copiose in un parco… Non posso muover passo senza calpestarle e romperle sotto il peso dei miei passi, costretto ad esserne cosciente dal loro crepitare mentre si sbriciolano inesorabilmente…

Sono ubriacato dal continuo pulsare dei pensieri che lampeggiano come lampadine di natale impazzite, senza alcuna sequenza logica…

Sono disorientato come un ago di bussola accanto ad un campo magnetico: vorrei fare il punto, ma le stelle sono spente e navigo a vista nel buio ossessivo di un mare nero ed insidioso…

Non è il chiarore dell’alba di un nuovo giorno che abbraccia la mia mente, ma la sardonica fluorescenza velenosa di un caos babelico…

Troppe note alte troppi acuti, il tempo di prestissimo che scandisce il ritmo di questa tammurriata stonata…

Cerco il verde dei prati e il profumo dei fiori…

Cerco l’azzurro intenso e definitivo di un cielo terso che mi abbracci, e veder volare via i pensieri come nuvole lontane…

I confini della mia testa come i tetri muri grigi di una prigione senza sbarre e senza finestre…

Ma arriverà il tempo per evadere e fuggire via ignoto, verso mète sconosciute…

Voglio l’oblio della normalità, voglio il fumo d’hashish dei conti che quadrano, voglio pagine intonse da sfogliare…

Ho sete di benefica calma…

La benzina per la mia vita  è (temporaneamente) esaurita…

Il cartello cigola ozioso al vento… Chiuso… Mi siedo, sul marciapiedi ad aspettare…

Fluttuare…

A volte mi capita di preferire l’isolamento al dialogo… Sono i momenti in cui, cuffie alle orecchie, isolo la mia mente dal mondo circostante, eliminando tutti i rumori e i suoni estranei e sciogliendo la mia attenzione nella musica…

Fluttuare… Alla fine la mia mente fluttua senza nessuna direzione precisa tra le onde dei suoni che inondano le mie orecchie…

Fluttuare, senza pensare, disperdere i pensieri che si arrovellano senza posa nel mare magnum delle note, chiudere gli occhi e non accettare neppure gli stimoli visivi e abbandonarsi senza remore alle melodie. E’ come navigare senza mèta, lasciando che siano le correnti a trasportarti, senza che nessuno pensi al timone.

In certi momenti è come una droga necessaria per non farmi sommergere da tante emozioni negative.

E’ come iniziare un viaggio onirico, un sognare ad occhi aperti tutto ciò che la melodia sul momento suggerisce, in un susseguirsi senza senso di immagini ed emozioni.

Serve, sì. Soprattutto quando tenti di fare il tuo meglio senza successo, quando ottieni ciò che vuoi ma non é quel che ti serve, quando ti senti stanco, ma non riesci a dormire, respinto sempre all’indietro… Quando le lacrime rigano il tuo viso, quando perdi qualcosa di insostituibile, quando ami qualcuno, ma tutto và male: cosa potrebbe essere peggio? … Sogni le luci che ti guideranno verso casa, accendendoti dentro ed io proverò a prendermi cura di te…*

Si, serve a capire che non sempre posso risolvere i problemi delle persone a cui voglio bene, serve a capire che non posso caricarmi di sensi di colpa per ciò che non potrei fare, perché sarebbe senza senso. Serve a capire che é meglio così, che ci sono momenti in cui é meglio che lasci camminare sulle proprie incerte gambe chi voglio bene, perché é il migliore insegnamento che possa ricevere. Serve a capire che non stò abbandonando nessuno, ma che stò solo facendo il mio fottuto dovere nei suoi confronti…

* (libera traduzione e adattamento di Fix You – Coldplay – X & Y)

Spesso, l’ispirazione per scrivere arriva nei momenti più impensabili. Magari quando hai qualcos’altro per la testa e non pensi neppure minimamente a scrivere qualcosa.

Eppure, non appena sedutomi davanti al monitor, l’istinto mi ha portato ad aprire l’editor e a buttare giù queste due righe.

Due righe apatiche… Come mi sento io in questi giorni, forse da troppi. E’ un periodo talmente monotono che le giornate si susseguono tutte uguali, senza soluzione di continuità, senza differenza tra i giorni feriali e il sabato e la domenica. Ecco, l’ispirazione mi é venuta proprio da questo: poco fa non ricordavo che giorno fosse oggi. Ci ho dovuto pensar su e concludere che le giornate di questo periodo sono tutte uguali.

Forse la sera cambia qualcosa, ma non riesco a vivere le cose da protagonista, ma da spettatore. Anche se sono io ad agire in fondo. Eppure non mi cambia nulla. Uscire, non uscire, conoscere gente nuova, provare qualcosa di nuovo o ubriacarmi come l’altra sera, da non sapere come fare per mettere una gamba davanti all’altra.

Sono apatico. All’inverosimile apatico. E non mi sposta nulla da quest’apatia. Neppure litigare ferocemente con chi, con gran faccia tosta, pretende da me ciò che non può più pretendere da tempo, salvo poi agire con la più totale mancanza di rispetto e non solo nei miei confronti, ma pure di chi ha accanto… Neppure ridere e scherzare come ho fatto oggi con una donna conosciuta per caso e con cui ho condiviso delle ore spassose nonostante il lavoro: battute, frizzi e lazzi. Neppure trovarmi tra le mani una situazione esplosiva che si chiama codice rosso con un infarto in corso e una vita completamente nelle mie mani, come l’altra mattina. Neppure ubriacarmi e perdere completamente la testa. Neppure leggere, neppure vedere un film, neppure passeggiare o correre… Neppure giocare con Ben, mio inseparabile ed affettuosissimo compagno… Alla fine… Sempre il vuoto. Un vuoto insondabile. E senza fine.

Io lo so che, alla fine, questo vuoto finirà, come sempre é finito in passato… E che tornerà il sorriso e la voglia di fare casino come non mai. E’ sempre stato così… Lo sarà anche stavolta.

Ma non augurerò mai a nessuno, neppure al mio peggior nemico, di passare dei giorni così devastanti…

(i commenti sono disattivati: non voglio leggerne e non ne ho bisogno)

riflessioni in notturna

A volte fa impressione pensare a come mutino le cose nella vita di ognuno di noi…

Ma ciò che impietrisce una persona sensibile, é vedere come mutino certi rapporti importanti…

Dalla condivisione di un dialogo produttivo, intenso, ricco,  fatto di tante avventure all’intrattenimento di un parlocchiare banale, informe e per niente stimolante, fatto di qualche materialissimo “scambio” di favori…

Che dire… Oggi a me, domani a te…

Sic transit gloria mundi.

avete una gru?

Devo dire che i vecchi vizi non muoiono mai… Stanotte ho dato una mano ad una persona amica per risolvere qualche problema di natura tecnica.
Risultato: sono andato a dormire alle 4.00… Alle 6.25 la sveglia suonava…
AAAAAAAAARRRRRGGHHHHH!!!!
Mi domando: sono io troppo buono e ci casco sempre, oppure ho solo fatto quel che tutti avrebbero fatto?
Non saprei… Intanto sbadiglio, vado a prendermi un caffè e, poi, se ne parla.
Dall’HTC è tutto, per ora.

Il biglietto per il mondo

🙂

Inizio questo post con un sorriso. Perché il cuore sorride. Sorride per certe belle novità apprese. E sorride perché é abituato a voler bene e non riesce ad odiare.

Abbiamo due modi di reagire completamente differenti. Tu odi la solitudine e ti terrorizza l’idea di restare da sola. Io la coltivo, perché mi piace ripartire da me stesso per affrontare la vita a testa alta, come mi é sempre piaciuto fare. Sono due modi di fare diversi, ma, in fondo, il contenuto non cambia: ed é andare avanti e guardare al domani col disincanto di chi, il domani, lo aspetta vivendo il presente nel migliore dei modi.

Sorrido nel vederti finalmente serena. E’ uno stimolo in più nel dirmi che é stata la scelta giusta, quella fatta. Ed é un modo per capire che siamo capaci, tutti e due, di saper andare oltre le comuni miserie della natura umana. Che se qualcosa di bello esiste, lo sappiamo apprezzare, senza tornaconti personali.

In tanti anni, il mio unico cruccio era che tu potessi andare avanti, pur con tutti gli impedimenti che ti hanno ostacolata. Tante volte te ne sei andata sbattendo la porta. Ma non hai mai avuto il coraggio di dire sul serio “no!”, fino in fondo, a ciò in cui realmente credi.

Tra un pò raggiungerai quel traguardo per il quale hai lottato e che, spesso, temevo che non si realizzasse. Sarò con te, pure in quei momenti, a godere della tua meritata vittoria. E sono contento del fatto che quello sarà uno degli ultimissimi passi che ti porteranno a staccare il biglietto per il mondo. La realizzazione dei tuoi sogni e di te stessa.

A chi, come me, ha già realizzato tante delle sue aspirazioni, questo non può che fare un piacere immenso. Soprattutto se la persona interessata é una delle pochissime persone che io stimi realmente. Sono abbastanza “vecchio” per saper apprezzare non solo l’entusiasmo, ma anche tutto il resto. 🙂

Sorride il cuore, anche perché, in questi giorni, ho visto che ho ancora energie da vendere, che valgo tanto, che credere in me stesso mi da ancora tutti gli stimoli necessari per saper apprezzare la vita, pur dopo parecchie batoste subite. Non ho bisogno di apparire, come mai ho fatto nella mia vita. E con umiltà e perseveranza riesco a realizzare. Poco o tanto, non importa: realizzo, é questo ciò che conta!
Quella paura che mi attanagliava, alla fine di una lunga parte della nostra vita passata insieme, non c’é più. Ho superato me stesso, ancora una volta. Il mio biglietto per il mondo io l’ho già staccato e con l’entusiasmo di una nuova fase della mia vita, lo affronto con animo sereno.

Non mi pento di nulla. Sono cosciente che tutto ciò che andava fatto, l’ho fatto. Adesso ne vedo i frutti, finalmente. E posso dirti, senza alcuna remora, buon viaggio: il mondo ti aspetta con nuove sfide, e nuove vittorie.

🙂

(pensieri tra me e me) in ordine sparso

pensieri trascritti nel corso della giornata…

“Allora, riepilogando, se ho ben capito il calendario del lavoro é questo – scusa, un attimo, do fuoco al telefonino e finiamo il discorso: Pronto?” “Salve sono Sonia del Regno Verde, le volevo proprorre…” “Mi perdoni, Sonia, non mi interessano le sue cremine per le rughe, ma le do il nominativo di una persona che potrebbe essere interessata, Silvio Berlusconi.” -clic- “Quindi, il calendario, dicevamo…”

Oggi é proprio una bella giornata… Quasi quasi mando tutto a puttane, prendo Ben e vado al mare…

Sai cosa mi stà mancando più di tutto? Non l’intimità, non le coccole, non il sesso, non le serate passate insieme dopo una giornata di lavoro. Non ci crederai. Sai cosa mi manca? Fare la spesa con te. Non chiedermi il perché. E’ illogico, sconclusionato, apparentemente materiale, però mi manca. Girare per negozi con te, riempire il carrello di sciocchezze, provare un vestito, confrontare i pareri su un colore o su un modello, criticare una scarpa, cercare un libro, mi manca da matti… Forse era uno dei nostri momenti creativi?

Ma dico io, questo mi spunta da una settimana la mattina col latte e caffé nella bottiglietta di plastica della minerale da mezzo litro, i biscotti e me li mangia davanti nell’ufficio? Per non pagare 60 centesimi di cornetto? Ma poi, perché non mangia a casa? Ora si é apparecchiato la scrivania… Maria cchi fetu! Ma che cazzo stà mangiando? Peperoni e pesce? Ma guardalo lì come si affetta il pane… Stò grezzo… E mi rumpi i cugghiuna con l’educazione? Ah, bestia! Un altro giorno nella stessa stanza e questo, io, lo suicido… Non lo tollero più.

“Yes, as you wish” as you wish il cazzo: sei solo un coglione con dei gradi, col cazzo che te lo faccio stò lavoro.

Questo cane é meraviglioso: come ha fatto a rinunciarci? Mah… Cazzi suoi, non la prendo certo con la pistola. Quano vuole, sa dove trovarlo.

“L’hai letta questa?” “Cosa?” “Guarda qui: ex moglie morde il pene al marito; operato d’urgenza ora stà bene…” Cazzo, meno male che non sono sposato…

Però… Al mare Ben potrei portarcelo per pasquetta… Quando viene? Il 24. Però… il 25 lei si laurea. Però che stronzi, le hanno piazzato il giorno della laurea dopo pasquetta… Sadismo allo stato puro…

Carino stò blog… Vediamo… Uhm… Certo che quando uno legge post così può solo cadere malato di melanconia. Madonna mia ma che merda: ma la gente non é mai felice? Tutti a scrivere di dispiaceri, tristezza e malinconia??

Minchia che sonno.

In questi giorni devo andare al cinema. C’é un po di roba interessante in giro.–

Vivo alla giornata quello che viene, compresa qualche ora di sesso facile con una emerita sconosciuta, che mi ha lasciato un vuoto pazzesco. Stò diventando troppo vecchio per tornare a fare il cretino? No… Ammettilo, Michele, la verità é che non vuoi staccare i contatti con lei. Si però… Però niente… E’ vero. Sei proprio un pirla Michele…

Porc… Questa qui si che ha un culo da urlo. Vediamo se é carina? Minchia, bedda matrix: cesame modello ufficio comunale!

Vediamo i commenti… E questo chi é? Ma guardala, ora fa pure la civetta. Mah…

Se dio vuole il corso é finito… Però, é stato un successo. Stavolta posso farmi i complimenti.

Ora le scrivo che… Michele, ma perché non ti fai i cazzi tuoi e la lasci stare?

Vediamo… Mi scoccia chiamarla… Uff… Però domenica sera le avevo detto che mi sarei fatto sentire… Vabbuò. Ma ne vale la pena? Non é che mi convinca più di tanto… Magari si mette in testa chissacché. Boh… Io lascio perdere. Non la chiamo. Se chiama lei, si vedrà.

Quello dev’essere un pò testa di cazzo. Più che ci penso e più che me ne convinco. Mah… Vofanculu… Dica quello che gli pare. Ma perché mi stresso la vita?

Stò libro… Boh, bello é bello , ma non mi convince, c’é qualcosa che non mi torna. Non riesco a capire cosa. Certo é deprimente, ci sono un pò troppi paralleli con me e C., troppi deja vu. Forse é questo che non va. Mi innervosisce, anziché distrarmi. Forse é meglio che lo metta di lato. Và…

Minchia che sonno.

La solita giornata stressogena: cazzo ho ripreso a fumare…