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Ri-vaffanculo!

Ratzìnger Zeta, ma c’era bisogno che nalla tua chiesa fossero riammesse persone di questo genere?

Queste merde viventi, non hanno colpa: la merda é merda. Forse, la colpa, ce l’ha chi, queste merde, le ha clamorosamente perdonate e riportate all’ovile… Perché la novella del Figliol Prodigo ha il suo significato: il perdono é un gesto che nasce dal cuore. Si, vero, ma solo se l’altro, il perdonato, ha mostrato la volontà reale di pentirsi…

Questi, più che altro sembra, come il papa, vogliano riportare l’istituzione chiesa verso un percorso (minato) di lotta per la supremazia….

In fondo, credo, la risposta stà proprio qui: il perdono nasce da una simpatia, una condivisione empatica di certi pensieri, di certi modi di vedere, di certi modi di imporre una nuova visione della realtà… Tanti gesti portano a questa affermazione, troppi gesti. Inclusi quelli di questi giorni, che segnano nettamente la natura e la portata del nuovo predicato ecclesiale: supremazia, supremazia, supremazia. Basta col dialogo portato avanti dal precedente papa. Fine della discussione. Esiste un solo dio: ed é il nostro.

I miei complimenti…. Con buona pace della tolleranza, dell’amore verso il prossimo. Evidentemente si torna a fare un distinguo penoso tra prossimo e prossimo. Alcuni prossimi sono più prossimi di altri e degni di considerazione. Gli altri…. Sono peccatori e, in quanto tali, vanno combattuti.

Torneremeo alla santa inquisizione?

Vaffanculo!

Posso dirlo vaffanculo?

NO?

Credo che, sicuramente, dopo aver visto questo, sarà il comune pensiero di tante persone dotate di un cervello funzionante e di un cuore.

Vergogna al papa che ha riabilitato una simile merda umana. Vergogna!

Il buon Fini?

Da un po di tempo seguo con un certo interesse le uscite pubbliche del nostro Presidente della Camera, al secolo Gianfranco Fini.

Ad onor del vero e in tutta onestà, devo ammettere che la posizione di un ex missino, fascista (all’epoca) dichiarato,  di fronte agli obbobri del ventennio, mi stanno lasciando alquanto stupefatto.

Volendo essere dietrologi, viene da chiedersi cosa possa celarsi dietro tutta questa serie di prese di posizione del Nostro. Non saprei figurarmele. Tuttavia fa impressione, benevola, il fatto che, senza mezzi termini, il Fini ex-fascista, si esprima, soprattutto sulle tematiche dell’antisemitismo, in termini innegabilmente chiari e netti, di durezza e di condanna.

Una leggiucchiata qui, spiega il perché di queste mie considerazioni.

Va da se che, comunque, non ho cambiato le mie idee politiche, ma che, in una democrazia, il rispetto per le opinioni altrui e, pure, la capacità di saper leggere ed ascoltare, sono essenziali per ogni buon democratico. Anche se queste opinioni e pensieri, provengano da un avversario.

Anche perché, a dirla tutta, Fini ha messo il dito in una piaga che si tende a tener nascosta e celata. Il ruolo della Chiesa e di buona parte dei buoni cattolici nell’ambito della questione delle Leggi Razziali del ’38 e, più in generale, della politica nazionalista praticata durante il ventennio.

E la cosa che desta ancora più sorpresa, é certamente l’atteggiamento fortemente critico di un Fini che, teoricamente, dovrebbe essere politicamente più a destra di colui che dichiarò che durante il fascismo gli oppositori politici al confino venivano inviati “in vacanza”, anziché per essere perseguitati… C’é da meditare e parecchio.

Beh… Buona lettura.

 

Compleanno

Ricordo ancora quando, sbirciando tra le pagine della tua agenda, trovai scritte quelle parole che erano come fendenti di una lama affilata “Per quanto dovrai farci ancora soffire?”…

Sono passati anni da quelle parole e il nostro rapporto si è andato sempre più esaurendo verso il silenzio, le parole non dette, gli scontri…

“Tanti auguri, Michele, vorrei tanto vederti più sereno e il mio augurio è che tu abbia tanti anni di serenità”. Sono scoppiato a piangere, Papà… E continuo a piangere anche adesso, silenziosamente, e non so neppure perché. Le lacrime rigano le mie guance e non vogliono smettere di abbandonare i miei occhi.

Chi è un genitore? Cos’è l’amore per un figlio? Non riesco neppure ad immaginare lontanamente io, che non sono padre, cosa significhi. So solo che é qualcosa di tremendamente grande, forte, sincero e disinteressato…

Vi ho fatto penare, te e la mamma. Tanto silenzio per cercare di proteggervi da ciò che ho vissuto e tuttora vivo, ha solo creato la spontanea reazione di un genitore: preoccupazione e altra sofferenza per un figlio che non é sereno ormai da troppo tempo…

Quelle parole dette al telefono qualche minuto fa, sono state dirompenti. Hai ormai tanti anni alle spalle. Mi hai visto realizzato, sistemato. Ma il tuo cruccio è la mia serenità e non sei sereno, perché non mi vedi sereno. Ed hai paura, perché hai tanti anni e ogni tanto pensi che quando te ne andrai, vorresti farlo vedendomi sereno.

Non so cosa dire. Mi mancano le parole, la lingua é attaccata al palato, le labbra serrate, la gola chiusa. Solo le lacrime sgorgano ancora mentre nella mia testa ritorna solo una frase: ti voglio bene!