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C.V.D.

Per chi ha studiato matematica, c.v.d. è la classica conclusione alla dimostrazione di un teorema: come volevasi dimostrare, appunto

E qui il c.v.d. è necessario, leggendo senza spendere troppo tempo in analisi approfondite, il risultato disastroso delle elezioni in Sardegna, dove il PD ha perso un altro dei suoi bastioni (dopo l’Abruzzo).

E’ stato bravo Berlusconi? No… Ma proprio per niente…

Se esistesse un degno candidato del cavaliere, il PDL calerebbe a picco, senza pietà, dopo i fallimenti a ripetizione che ha raccolto finora…

Il fatto è che non esiste un degno sfidante del PDL. E il PD, che si ammanta di detto ruolo, è ben lungi dall’esserlo. Un partito senza credibilità non ha speranze di vincere alcuna competizione elettorale.

E il PD, di credibilità politica, ne ha ben poca.

Dilaniato dalle lotte interne feroci, tra pazzi che sembra non si rendano conto di ciò che accade fuori delle sedi di partito, cioè, che il partito, sul territorio, non esiste più e non ha consensi…

Un plauso a tutti, per i meravigliosi risultati conseguiti, va fatto doverosamente.

Con la domanda, d’obbligo: a quando la prossima disfatta?

Non vale neppure la pena di incazzarsi… Quando hai a che fare con dei coglioni, è solo una perdita di tempo…

La libertà é una farfalla?

Sembrerà riduttivo, ma una delle frasi più pregnanti che ho sentito durante la visione del film “Uccidete la Democrazia”, visto in occasione del cineforum di universipossibili, é stata quella che da il titolo a questo post, e pronunciata da un paziente di un centro per malati psichiatrici durante un’intervista fatta a Fassino. Perché questa frase dice tutto. Dice quanto possa essere bella la libertà (bella come i colori delle ali di una farfalla) e, al tempo stesso, delicata (come una farfalla può esser delicata), facile preda (come una farfalla) e oggetto di inganno (come una farfalla esposta in vetrina, bella, ma morta).Il film di Deaglio e Cremegnani é stato un piccolo omaggio al complottismo. Incentrato su un’analisi suppositiva su tutte le stranezze legate alle elezioni politiche del 2006, si dipana, a volte noiosissimo (ma é pur sempre un docuthriller), altre volte esplosivo nelle sue conclusioni. Non é il massimo in fatto di montaggio, parte recitativa (dove presente), e capacità di tenere desta l’attenzione, tuttavia merita la visione.

Non so se tutto ciò che nel film viene presentato come probabile e possibile verità su quelle strane elezioni, sia effettivamente vero, ma un merito, sicuramente, questo film lo ha. Il merito della denuncia, della denuncia di come la democrazia sia in pericolo, costante pericolo, soprattutto quando viene gestita da personaggi dubbi, come quelli presenti nei governi degli ultimi anni. La democrazia può essere facile preda ed ostaggio di pochi senza scrupoli, che a difesa del potere asservirebbero lo Stato ai propri bisogni. Cosa che, in effetti, accade giorno dopo giorno: non occorre andare molto lontano. Basta dare un’occhiata ai livelli scadenti della nostra informazione, alle verità taciute, a quelle distorte, a quelle deliberatamente stravolte e manipolate in maniera tale da presentarsi per l’esatto opposto di ciò che sono in realtà.

Esiste anche un sito da poter consultare qui.