Archivi categoria: repressione

Sapete che c’è?

C’è che siete solo delle merde.
Siete il cancro della Protesta.
Siete quelli che rovineranno sempre tutto.
Siete i buoni a nulla.
Gli inutili.
Quelli che non concluderanno mai un cazzo.
Siete i perdenti.
Siete gli stronzi che non meritano comprensione.
Voi non siete gli eredi della Contestazione, voi non siete gli eredi della Rivoluzione, siete solo dei parassiti inutili.
E la vostra fottuta violenza vi si ritorcerà per sempre contro.
Fuori dal Movimento, merde. Voi non meritate neppure di chiamarvi compagni, né antagonisti, ma solo teste di cazzo alla pari con i vostri compari fascisti: siete identici.
Geneticamente squadristi e inutilmente violenti come loro. Fino al midollo. 
O come quei poliziotti dal manganello e dalla pistola facile, che usano la divisa per mascherare la propria voglia illogica di violenza magari contro gli inermi della scuola Diaz.
Anarchici? Contestatari? Ma che cazzo ne sapete voi di Anarchia, quella con la A maiuscola? Ma non siete neppure degni di leccare i piedi a un Bakunin.
Comunisti, allora? Che vorrebbero esportare la Rivoluzione? Ma da che parte? Ma se vi vedesse Trotsky vi sputerebbe in faccia.
Affermate che state combattendo una guerra che altri hanno dichiarato.
Siete illogicamente incoerenti: violenza contro violenza.
La vostra violenza non risolverà i problemi della povera gente, ma creerà solo i presupposti per giustificare ulteriore violenza di stato, ulteriore repressione, ulteriore sfruttamento, povertà. Non vi sono bastati gli anni ’70? Non vi sono bastate le stragi di stato? No?
E dite, dite, voi che vi siete allenati in Grecia, voi che vi siete allenati in Val Susa: chi ha vinto quella guerra in quegli anni? Cosa è stato ottenuto, alla fine, per gli Operai, i Proletari, la povera gente? Quali garanzie? Quali conquiste ha portato quella guerra? Ne volete un’altra?
Non avete capito un cazzo. La vostra non è rabbia sfogata, è solo l’appagamento del piacere del sangue e della violenza.
Ma tornate nelle fogne da dove siete usciti. Vigliacchi.

idioti

© corriere.it

E se censurassero Internet?

Beh… A mio parere stiamo facendo i conti senza l’oste.

Vediamo un po’ la realtà italiana per quanto riguarda internet. E’ noto che il nostro Paese sia indietro, parecchio, rispetto alla media europea per quantità di utenti connessi. All’interno di questa media (già di per sé bassa), dobbiamo pure contare quali siano quelli che effettivamente utilizzano internet per informarsi e informare e quelli che lo usano per fini prettamente ludici (dal giochino online per bimbiminkia allo scaricamento selvaggio di pornazzi per manfruiti). Temo che, alla fine, internet raggiunga una minima parte di italiani. Quelli della manifestazione del No B Day, per intenderci. Che non cresceranno mai oltre più di tanto… Almeno nel breve periodo…
Faccio un’altra considerazione, molto più “pesante”, ed è quella relativa all’elettorato medio italiano. Bene, tra questi, mi chiedo, quanti vanno a a votare perché consapevoli dell’arma che hanno in mano (il voto) e quanti, invece, votano per fare un favore o, semplicemente, per vendere il proprio voto in cambio di una promessa di lavoro o anche di una semplice busta della spesa? 
Io parlo della mia realtà locale, Catania. Ho fatto per più di dieci anni il presidente di seggio e sempre in quartieri popolari, poverissimi, fin quando non ho deciso di mollare, dopo le ultime comunali in cui m’è toccato fare intervenire la polizia per far sgombrare il seggio dopo che, durante lo spoglio, mi ero trovato la sezione invasa da un branco di invasati che volevano sfasciare tutto e io che mi ero letteralmente seduto sulle schede per evitare che andassero distrutte o disperse. Beh, digressione a parte, la scena che mi si parava innanzi era sempre la stessa. Gente che arrivava col bigliettino in mano, procacciatori di voti che attendevano i votanti all’ingresso del seggio, poveri disabili trascinati a forza a votare e le confidenze della povera gente che serenamente ammetteva il fatto che il voto lo avevano venduto in cambio di una busta della spesa, di un blocchetto di buoni per il carburante, di una promessa di lavoro e via dicendo in un crescendo di squallore da far vomitare. Non contento di ciò, mi sono andato ad informare per avere riscontri e prove. E come ho fatto io, chiunque, può trovare in giro sulla rete, i video che testimoniano queste nefandezze. Non temo querele nell’affermare che anche l’attuale presidente della regione ha usato anch’egli questo sistema, come i forzisti del famoso 61-0. Ovviamente tutto tace in un mare di omertà: la procura può pure aprire fascicoli, ma se mancano i testimoni, li richiude immediatamente. E questa pratica è comune non solo qui a Catania, ma in tutta Italia. Cercate informazioni e vedrete quale sia la realtà. Mi sono chiesto se avrei dovuto denunciare quelle confidenze. Mi son risposto che le immagini parlano da sole e meglio di me.
Dove voglio arrivare? Questa gente porta un serbatoio di voti immenso. Questa è la gente da cui dovrebbe attingere un partito di sinistra, normalmente. Siamo arrivati ad un totale ribaltamento delle posizioni. La destra fa man bassa proprio qui. E’ un caso che le classi operaie abbiano votato in massa la destra? No. Perché aggiungendo a questo schifo, il fatto che queste persone, il vecchio proletariato di una volta, sono raggiunte solo da un determinato veicolo di informazioni che è la televisione (non per denigrare, ma non leggono i giornali, tranne la Gazzetta dello Sport) e il conto è presto fatto.
Signori, chi è che fa la rivoluzione in ultima analisi e da dove parte la rivoluzione? Dovrebbe farla il popolo in quanto tale. Bene… Se il popolo se ne fotte altamente delle proprie libertà civili, perché neppure ha idea di cosa siano abituato com’è alle elemosine ed è facile preda delle paure ataviche, se il popolo ha solo un possibile input che si chiama denaro affinché si senta toccato… Pensate davvero che una censura su internet e sui giornali possa fare la differenza?
Allora non è un FB che fa la differenza, pure se potrebbe esserlo per noi, che abbiamo la possibilità di navigare e certe cose sembrano scontate. 
Perché FB raggiunge una piccola porzione della popolazione italiana.
Allora? Che fare?
Tornare alla propaganda porta a porta. Come si faceva una volta. Radicarsi sul territorio. E questo, attualmente, non possiamo farlo noi quattro gatti, perché occorrerebbero anni.
Ci sarebbe qualcosa che ha ancora gli strumenti in mano per farlo. Allora diamoci sotto con i partiti di sinistra e cominciamo col cambiarli veramente da dentro. Svecchiamoli, rimettiamoli in moto. Togliamo potere ai poltronisti che finora li guidano e sfruttiamoli per riprendere in mano la situazione. Un PD (per dirne uno) ha ancora mezzi sul territorio. Riapriamo le sezioni di una volta, quartiere per quartiere, sfruttiamo la macchina organizzativa per fare propaganda: poche parole d’ordine ripetute porta a porta, come si faceva una volta.
Occorre togliere il terreno sotto ai piedi a chi, oramai, ha il controllo assoluto dei mass media. Cerchiamo e rivalutiamo altri mass media, molto più terra-terra che non siano internet. E allora cominceremmo ad avere i risultati. Il popolino, in fondo, non è stupido: è ignorante. Va avvicinato, informato, superando la naturale diffidenza che ha.
Premetto che non è cosa facile, ma non vedo alternative pratiche ed altrettanto efficaci. Si chiama propaganda e non per forza dev’esser fatta con i mass media di oggi. O, per lo meno, non solo con quelli.
Mi sembra di aver scritto un articolo per LC…
E mi rendo conto che mai, quando io avevo 18 anni ed ero un pischellino che girava con la kefiah protestando perché la democratica Israele fosse democratica anche verso i palestinesi, mi sarei ritrovato in una situazione così pericolosa per la nostra democrazia.

Fermate questo sconsiderato!

15:47 Berlusconi ha detto: “Se non ci fosse la possibilità di ricorrere ai decreti tornerei dal popolo a chiedere il cambiamento della Costituzione e del governo”

fonte: repubblica.it

Questo figuro calpesta la dignità del Presidente della Repubblica, calpesta la dignità del Parlamento che considera come una personale proprietà, offende la Costituzione della Repubblica. Ma vogliamo svegliarci??

Bandiera bianca!

Finalmente, dopo azioni legali (e illegali) di vario tipo, tentativi di repressione infruttuosi, azioni eclatanti, la lobby dei produttori musicali ha capito che non c’é nulla da fare… Annunciando un radicale cambio di rotta e rinunciando allo scontro. Chiaramente qualche balzello ce lo troveremo da pagare in più da qualche altra parte….

Anyway… Credo che, alla fine, sarà sempre meno che per le assurdità dei prezzi da pagare per un qualsiasi album comprato al negozio.

Maggiori informazioni sono qui.

Deliri gelminiani

E’ curioso come prima si approvino due leggi obbrobriose (la 133 e la 137) a colpi di maggioranza supina ai voleri del capo, e poi si arrivi a questo

Io, veramente, non ho parole… La presa per i fondelli ha del sadico.

Roba da MinCulPop… Da baraccone del Luna Park, da farsa trash…

Sono con voi

Nel mio passato studentesco, la militanza ha sempre rappresentato un momento di crescita individuale e collettiva, sia dal punto di vista politico che sociale.

Oggi, dopo che il governo dei fantocci ha segnato un altro provvedimento meritorio di pura e semplice indignazione, perché la Cultura non si tocca, il Futuro non si tocca, si svolge lo sciopero generale degli studenti, dei professori, delle scuole e delle università Ed io decido, ancora una volta, da che parte stare. In coerenza ai tanti anni di lotte, alcune cruente, decido di stare dalla parte di chi dovrebbe pagare per una politica reazionaria, filofascista, antidemocratica, autoritaria, da stato di polizia.

La Repubblica é libera, é democratica e fondamento della libertà e della democrazia é pure l’Istruzione libera e garantita a qualsiasi grado e livello. Perché le scuole e le università preparano quelli che saranno le donne e gli uomini che avranno la responsabilità del futuro di questo paese. Donne e uomini dal sapere povero, saranno l’ossatura di un paese debole, ove i pochi potranno spadroneggiare sui tanti, in una perfetta visione autoritaria del potere. Questa pseudo-riforma, come l’hanno voluta battezzare i cari governanti in carica, é l’essenza di questa visione sciagurata. Tagliare fondi all’istruzione, cristallizzare le situazioni di baronaggio attive, depauperare le risorse destinate alla cultura, rendere l’istruzione un discorso legato al censo: i più poveri riceveranno un’istruzione sempre più povera. I più ricchi, quelli che potranno pagarsi le rette da migliaia di euro degli istituti privati, avranno accesso al sapere: a loro uso e consumo di classe.

E in quest’ottica vengono fuori le novità che sembravano relegate in un passato ormai di vent’anni e più. I fascisti che aggrediscono le manifestazioni pacifiche. Quelle fogne nere, quella marmaglia di teppisti violenti e ignoranti, sono usciti fuori dalle loro luride tane, con superbia e arroganza, nella certezza dell’impunità garantita dallo stato. Gli episodi di Piazza Navona ieri e le dichiarazioni spaventose di un Cossiga (basti leggere questo articolo per avere un’idea della pericolosa deriva che, certuni, vorrebbero intraprendere), mi hanno fatto tremare e ribollire il sangue nelle vene.

Occorre che tutti prendano una posizione decisa, che tutti facciano la propria parte. Che il tam tam della democrazia rimbalzi per ogni dove, anche qui, su internet, dalle pagine dei nostri blog. Anche se non siamo più studenti, anche se non siamo insegnanti, professori: ma la cultura e l’istruzione sono e devono essere di tutti e devono essere difese da tutti, indistintamente. In due anni, quasi, di potere, questo governo di burattini gestiti dal grande burattinaio in doppiopetto, stà minando pesantemente tutto ciò che era stato conquistato con anni di sacrifici, lotte, sangue.

Del resto, da un piduista (chi, dei giovani, sa cosa sia la P2?) non dovrebbe sorprendere il fatto che egli abbia portato avanti le tesi di un manifesto (il cd. “Piano di Rinascita Democratica”) che venne dichiarato eversivo dalle stesse istituzioni democratiche dello stato. Rileggendo quel compendio di criminale aggressione alla democrazia, fa riflettere che tante, troppe coincidenze si ritrovino nel programma di partito di Forza Italia prima e del Popolo delle Libertà poi… Del resto, qualcuno ebbe a dichiarare:

«Berlusconi è la materializzazione di un sogno antico, accarezzato da quel tale Licio Gelli… Andate a rilegervil il Piano di rinascita… Forza Italia è un partito tutt’altro che nuovo, è la riedizione – con lo stile e i mezzi degli anni Novanta – delle “premonizioni” gelliane. Al pari della Loggia P2, il partito berlusconiano è un’invenzione di uomini di potere, una creatura costruita in laboratorio e messa in circolo attraverso il monopolio televisivo privato… La P2 era nata per tutelare grandi interessi affaristico-massonici attraverso il diretto controllo del potere politico e dei corpi dello Stato; Forza Italia nasce allo scopo di perseverare il potere politico-affaristico del gruppo Fininvest e delle “entità” che lo hanno generato, non più tutelati dall’asse di ferro Dc-Psi»

Chi disse ciò? Umberto Bossi, in Tutta la verità, Sperling & Kupfer 1995, pagg. 31-32. Bello, vero? La gente ha la memoria corta, purtroppo…

E’ ora che si risveglino le coscienze. Non é dei fantasmi creati ad arte per giustificare uno stato di polizia che dobbiamo aver paura. Ma della violenza di stato. I primi non esistono: ma la seconda si. Ed è sotto gli occhi di tutti.